Alessandro Baricco

LA MIA ARTE

LA MUSICA MI HA SCELTO

Ho sempre cantato e anche quando da piccola, nei festival di paese tutti mi dicevano che la mia voce non era abbastanza, io in fondo, non ci ho mai creduto. Imparavo le canzoni, le riproducevo, e ballavo…e cantavo.

Poi ho cominciato a studiare, male, ma ho cominciato. Sono iniziate le prime esperienze di piano bar. E mentre mio padre mi diceva che quella era la mia strada e che dovevo insistere, io soffrivo, perché dovevo rinunciare al mare, perché nella testa avevo altre aspirazioni, che oggi chiamerei visioni. Dopo essermi iscritti all’Università, ho cominciato a sentirmi persa e nei momenti più bui mi rifuggiavo in lei, la musica. Con il mio piano elettrico strimpellavo, cantavo, ballavo… vivevo. Mio padre aveva ragione. Per gioco iniziai a fare teatro canzone, grazie ad alcuni amici dell’oratorio della parrocchia dei Santi Apostoli con cui avevo legato. Grazie a loro ho scoperto l’emozione di cantare in un teatro. Non mi era mai piaciuto così tanto cantare come quando lo feci su quelle tavole la prima volta. Lì tutto era diverso: ero io ma in un certo senso ero qualcun altra. Tutto era magico! Dopo anni a trascinarmi, colsi l’occasione di tornare a casa e iniziai a lavorare per un’ associazione locale, il cui direttore avevo conosciuto anni prima e che ora voleva dare un taglio teatrale al lavoro che stavano portando avanti. Il resto è storia. Sono tornata a casa, nel mio Cilento, ho rimesso insieme i pezzi, svolgendo mille lavori, ma al solo scopo di poter finalmente essere libera e CANTARE… per sempre.